Crea sito

>>The Psycho Kinder Tapes e il vuoto della post-modernità

The Psycho Kinder è una band post-punk, new waveelettro. L’ultimo lavoro di questa band si chiama The Psycho Kinder Tapes ed è stato rilasciato nel 2016. In Stato di violenza, primo pezzo di The Psycho Kinder Tapes, ascoltiamo tappeti sonori allucinanti e strazianti che si accompagnano con suoni ipnotici e magnetici. In questa canzone si esprime un vuoto incolmabile, un vuoto abissale, un vuoto palpitante e pulsante.

Oltre il tempo, invece, mostra suoni alquanto sci-fi, suoni asettici ed incolori, suoni, a tratti, anche industrial. In The Psycho Kinder la fusione tra post-punk ed elettronica crea mondi oscuri ed inquietanti, mondi dove arrivano sprazzi di luce che squarciano le tenebre. L’atmosfera robotica che si respira in Oltre il tempo è alquanto vibrante e risucchia l’ascoltatore come in un buco nero. E il vuoto è ancora protagonista, un vuoto alquanto affascinante, il vuoto che è dentro ognuno di noi, il vuoto della post-modernità, il vuoto interiore di chi è oltremodo smarrito.

Il vuoto e l’abisso in Psycho Kinder assumono colori davvero cupi: il nero è il colore dominante di questo album alquanto suggestivo e stupefacente. Anche qui ci sono suoni strazianti, suoni alquanto disturbanti. The Psycho Kinder Tapes è come un diario dell’inconscio, un diario di “visioni apocalittiche”, un diario di sogni ad occhi aperti, di sogni terribili, di sogni orripilanti.

Vivo e invisibile ci porta in un luogo oltremodo spettrale dove un vento travolge l’ascoltatore già ammaliato dal solito vuoto sonoro espresso da questa band. Quanta malinconia viene espressa in questo pezzo, quanta angoscia e quanta ansia. Ci sono anche suoni quasi impercettibili che portano la mente in una dimensione alquanto surreale, una dimensione astratta ed ignota.

Il vuoto della post-modernità è prodotto dalla società odierna, da un’epoca nella quale non ci sono più le ideologie, un’epoca di “verità molteplici”. L’uomo ha rotto le gambe del tavolino sul quale era poggiato e ora precipita nell’abisso senza nessun punto d’appoggio, senza nessuna possibilità di salvezza. The Psycho Kinder Tapes è il tentativo ottimamente riuscito di narrare questa caduta perenne. E’ la caduta perenne dell’uomo smarrito nella società labirintica post-moderna.

Il viaggio nel vuoto continua in Inviolabili e sacri: in questa realtà vuota c’è tanta follia, c’è aberrazione, c’è un delirio infinito. In questo vuoto arriva anche una luce smagliante. E’ la luce della fede, la fede in Dio, la fede nella natura, nelle forze primordiali, nelle forze arcane ed ancestrali che ormai non avvertiamo più perché siamo abbagliati perennemente dalla società dell’immagine, sovrastruttura ideologica del mondo capitalista e neoliberista contemporaneo.

In Viaggio allucinato il vuoto assume connotati perversi: suoni ripetitivi ci portano in un gorgo senza uscita. Poi arriva Il tramonto dell’evidente: il vuoto qui è implacabile. Ci troviamo in una nebbia fitta e la vista è alquanto impedita. E’ il senso di smarrimento che diventa musica!

In Essere il viaggio si conclude: ormai siamo consapevoli della nostra condizione e delle luci lontane ci indicano la via da seguire. E’ la luce dell’alba di chi si è risvegliato dalla “morte”, di chi ha passato un travaglio interiore indescrivibile. E allora ci mettiamo in cammino in un percorso sconosciuto: ormai siamo liberi dalla cupezza, dalle catene che prima di opprimevano. C’è tanta solennità in Essere. C’è anche la liberazione di quello che realmente siamo: è l’essenza di noi stessi che esce fuori con la sua luce accecante!