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>>Stefano Tarquini(Palkosceniko al neon) ci parla di songwriting…

Palkosceniko al neon è una band crossover/alternative rock/alternative metal/punk di Roma ed è formata da Daniele Antolini(basso), Enrico Puliti(chitarra), Emanuele Salvatori(chitarra), Federico Cinquegrana(batteria) e Stefano Tarquini(voce). In 10 anni di vita Palkosceniko al neon suona tantissimo(più di trecento live) partecipando a festival più e meno grandi aprendo i concerti di artisti come Punkreas, Yo yo mundi, Tre allegri ragazzi morti, Assalti Frontali etc.

Qui Stefano Tarquini ci parla in modo alquanto singolare del songwriting…vi lascio alle sue parole…

Scrivere. Scrivere è una cosa molto seria. Capiamoci, non ci cambi il mondo. Non ci campi. Può essere che ci rimorchi, ma niente di buono sia chiaro. Se una ti vuole per quello che scrivi sta sicuramente peggio di te. Comunque. Scrivo i testi delle canzoni dei Palkosceniko al Neon da più di dieci anni. In più ho scritto racconti, lunghi, brevi, una frase sola, tre parole…milioni. Anzi, appena uscito da scuola, ovviamente dal liceo classico, e proprio nel periodo appena prima di cominciare a lavorare come magazziniere in una s.p.a. americana, poi spagnola, ora francese, pensate, mi ero messo in testa di scrivere per vivere. Mettevo la sveglia alle 8.30. Mai prima, ma neanche dopo, sennò arrivava subito pranzo, poi i Simpson, poi la pennichella, e fine dei buoni propositi, e cominciavo a scrivere. Leggere e scrivere, dove leggere chiaramente significava rubare. Scrivere è rubare. Poi reinventare. Rimpastare come una grossa palla di frolla, e continuare fino a far diventare le ore giorni, i giorni minuti, e ritrovarsi all’ora di cena rendendosi conto di aver saltato il pranzo e di essere stato davanti al computer tutto il giorno. Abbandonati a se stessi. Con gli occhi intrecciati tre le vocali e i sinonimi, quelli più musicali, quelli più belli, perché le parole devono danzare a ritmo. Un grosso assordante scivolo. Un mistico appello tremolo, si, non significa niente ma ha un suono. Ora se riuscite ad infilare un significato dentro ad un suono state a cavallo. Ma al galoppo proprio, senza trotterellare come vecchie troie trollate o giovani meretrici metriche. Poi cari lettori se volete sapere il segreto che c’è dietro alla stesura del testo di una canzone, è presto detto. Immaginate un pallavolista. Avete presente quelle azioni in cui quello più piccoletto della squadra alza la palla e tutta la squadra si muove a tempo per disorientare gli avversari? Ecco. Lanciate la palla alle vostre spalle ad occhi chiusi! E magicamente qualcuno, finirà la frase per voi. Oppure sentirete un fischio che vi gelerà il sangue, in quel caso la palla è andata fuori. Ciccia.

Stefano Tarquini