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>>Lilies on Mars in Ago esprime il vuoto del postmoderno

Forse il dream-pop è il genere musicale più adatto per esprimere l’epoca postmoderna, epoca nella quale sono cadute le ideologie, epoca labirintica nella quale l’individuo è oltremodo smarrito e spaesato nei confronti della realtà, epoca nella quale tutto è super-veloce e in continuo cambiamento.

Nell’epoca postmoderna non c’è spessore, non c’è profondità, c’è solo l’immensità di un presente piatto in continuo cambiamento, un presente nel quale ci sono miriadi di “verità” continuamente sostituite da altre “verità”.

In quest’epoca l’immagine ha un ruolo preponderante: nella società dell’immagine, società che propone icone pop, sottoculture, divi da adorare, supereroi, mitologie etc., l’immagine copre il vuoto esistenziale, vuoto che è dentro di noi. Nella società postmoderna è venuto a mancare sempre più il contatto dell’uomo con dio e con la natura e questo ha determinato un’incolmabile vuoto esistenziale che la società dell’immagine tenta di riempire con le sue “illusioni barocche”.

Il dream-pop, tra le tante cose, parla di quel vuoto esistenziale, parla di un vuoto immenso, un vuoto cosmico e le Lilies on Mars, dream-pop band che nel 2015 ha pubblicato il suo ultimo lavoro dal titolo Ago, disegnano quel vuoto alla perfezione con la loro musica definita da loro stesse cosmic pop.

Lilies on Mars

Lilies on Mars e il vuoto del postmoderno

Le due giovani componenti di Lilies on Mars, band di cui abbiamo già parlato su System failure(http://systemfailureb.altervista.org/lilies-mars-ago/), band formata da Lisa Masia e Marina Cristofalo, “giocano” con atmosfere eteree, con tappeti sonori inebrianti che, spesso, coccolano e accarezzano l’ascoltatore. La loro musica ci porta in un’altra realtà alternativa a quella per noi esistente sul pianeta Terra. Le Lilies ci portano su Marte, ci portano su Saturno, ci portano nell’immensità della nostra galassia.

La musica di Lilies on Mars è musica del rifiuto, del rifiuto della realtà a favore in un’esperienza onirica e surreale che assume i connotati di un viaggio spaziale alquanto emozionante ed appassionante. Nenie infantili, suoni bambineschi, voci sussurrate ed evanescenti: questo ed altro ancora possiamo trovare nell’universo sonoro delle Lilies che ci propongono di viaggiare nel vuoto dello spazio, nel vuoto interiore di ognuno di noi, nel vuoto trascendentale e metafisico che risiede nei meandri dell’assoluto.

Ascoltare alcune canzoni di Lilies on Mars(link intervista) equivale a tornare nel grembo materno, in quel liquido amniotico nel quale i colori e i suoni si fondevano in meravigliose sinestesie. Questa band riesce a creare una sorta di luna park dell’incanto con la sua musica, musica che esprime anche tanto fascino e sensualità.