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>>Intervista per Sixty Miles Ahead

1)Benvenuti su System failure! Potete raccontare ai nostri lettori il vostro percorso artistico fino ad oggi?

Ciao a tutti e grazie per questo spazio! Ci siamo formati nel 2011 pubblicando un EP chiamato “BLANK SLATE”. Nel frattempo abbiamo iniziato a lavorare a quello che sarebbe stato il nostro primo full lenght “MILLION OF BURNING FLAMES” che ci ha permesso di uscire un po’ dagli schemi e di firmare il nostro primo contratto discografico con un’etichetta tedesca. Dopo un anno e più di promozione e concerti, abbiamo iniziato a lavorare su nuovo materiale e da quella fase di scrittura, è nato il nostro ultimo album “INSANITY” che è uscito il 21 Ottobre di quest’anno portando una ventata di aria fresca a tutta la band. Siamo sulla scena da 6 anni ed è sempre un piacere fare,dire e costruire nuove cose.

2)Abbiamo letto che avete un’intensa attività live…Con chi sognate di dividere il palco un giorno? In quale festival sognate di suonare?

Fare tante date è sempre stato importante per noi e grazie ai numerosi live, abbiamo anche conosciuto molte persone fantastiche.Musicisti, gente del settore, amici che poi sono diventati fans sfegatati e che ci seguono sempre. Sicuramente ci piacerebbe suonare in situazioni sempre più grandi e professionali. Ci è capitato nel corso del tempo di fare da spalla anche a bands e ad artisti internazionali (QUIREBOYS, RICHIE KOTZEN, FREEDOM CALL, TYGERS OF PAN TANG) e quindi di suonare anche su palchi enormi. Speriamo che certe occasioni non vengano mai a mancare!

3)Riuscite a bilanciare la vostra carriera artistica con la vostra vita?

Assolutamente sì! In tre su quattro siamo insegnanti di musica (canto, batteria e chitarra) presso diverse scuole e questo rende la musica sia il nostro lavoro. La band è una cosa troppo importante. Cerchiamo sempre di fare le cose bene per mettere insieme tutto. Il tempo per fare concerti, scrivere e andare in tour si trova sempre.

4)Ci parlate delle sonorità di Insanity? Come è nato questo album?

“INSANITY” è diventato il disco che ci ha fatto crescere in molti aspetti. Ci ha dato la possibilità di creare un impulso musicale ed espressivo notevolmente diverso dai lavori precedenti. A livello di sonorità rimane una nostra caratteristica quella di comporre canzoni dal forte impatto ritmico, ma quello che questa volta riesce a fare la differenza sono la melodia e una produzione più curata. Il lavoro in studio è stato abbastanza lungo e siamo davvero soddisfatti per il risultato sonoro raggiunto.

5)Come prendono forma le vostra canzoni? E i testi?

Scrivere una canzone per noi significa lavorare insieme in fase di arrangiamento. Per questo nuovo album molte cose sono state scritte da Sandro per poi essere lavorate da tutta la band. Siamo ancora quel tipo di musicisti che non si danno dei limiti per quanto riguarda la composizione e a tutti piace mettere il proprio tocco personale all’interno delle canzoni. I testi sono molto più personali nei contenuti a differenza dei testi degli altri dischi. Siamo cresciuti e quindi ci sembrava il caso di impegnarci al massimo anche nella parte testuale, anche per rendere piú interessante la musica.

6)Quanto è importante per voi trasmettere energia ed impeto al vostro pubblico?

Crediamo che sia una delle cose più importanti quando si fa musica. Le persone devono tornare a casa dopo un tuo concerto con la voglia di tornare a sentirti, e per raggiungere questo traguardo (perchè deve essere uno dei traguardi da raggiungere il fatto di conquistare sempre più pubblico) necessita di consapevolezza, capacità, conoscenza, coraggio, passione e tutta una serie di cose importanti da portare sulle scene ogni volta. Sul palco è una guerra, in senso buono ovviamente, ed è bello sentire che le cose funzionano perchè la musica funziona.

7)Per noi siete una band “muscolare”. Che ne pensate di questa affermazione?

Che non ce lo aveva mai detto nessuno e che quindi ci piace!

8)Dove vi vedete fra 5 anni? Quali progetti avete per il futuro?

Tra 5 anni non lo sappiamo, ma la cosa importante è sapere che nonostante le difficoltà cercheremo sempre di fare il possibile per continuare a scrivere nuova musica per gli altri e per noi stessi. La musica ci fa sentire bene e già solo pensare a questo ci darà sempre la marcia in più per andare avanti nel nostro percorso come musicisti e come persone. Grazie ancora per il vostro tempo,

SIXTY MILES AHEAD.

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