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>>Intervista a Keplero per System failure

1)Benvenuti su System failure. Come è nata la vostra band? Raccontateci tutto, presentatevi ai nostri lettori…

Ciao ragazzi! I Keplero nascono a Foggia nel 2013, ispirati da questo personaggio che per primo riuscì a riprodurre l’armonia che risuona nello spazio, la musica dei pianeti. La voglia di fondere generi e gusti musicali diversi, portò subito alla nascita di questo progetto. Il gruppo dopo una serie di avvicendamenti di un “quarto elemento”, oggi trova la sua stabilità in un trio composto da: Sergio Valerio (voce, chitarra, autore e compositore), Luca d’Altilia (basso, autore), Costantino Martino (batteria/pads elettronici).

2)Come è nata in voi la passione per la musica?

In realtà, noi proveniamo da “epoche musicali” differenti: Costantino e Luca (la sezione ritmica) già da tempo coltivavano la passione per la musica grunge, hardcore-rock, di quel meraviglioso scenario artistico dell’area di Seattle. Entrambi inoltre provengono da diverse esperienze con band locali. Sergio invece, sin da piccolo ascolta musica alternative/rock, brit-pop, post-rock, che lo portano presto a suonare con diversi gruppi della sua città. Si dedica allo studio del canto, come suo strumento principale, e si avvicina alla stesura di testi, come naturale valvola di sfogo.

3)Se la vostra musica fosse una città a quale assomiglierebbe?

Citando una delle canzoni più belle di sempre …Una città in cui le strade non abbiano un nome. Nomi di vie e strade diverse che molto spesso riflettono differenze di religione o di ceto sociale. (Where the streets have no name- U2)

4)E’ uscito “Maluma live session”, il vostro terzo Ep di “Keplero”. Come è nata l’idea di registrarlo in presa diretta?

Questa volta volevamo dare una dimensione diversa ai nostri pezzi, delle sfumature che difficilmente in studio si possono cogliere. L’idea è stata quella di suonare senza filtri, in piena libertà, per raccontare la nostra storia, vera. Ed un ringraziamento speciale va ai nostri amici dello studio di registrazione “Maluma” di San Giovanni Rotondo, che ci hanno dato una grande mano nella realizzazione di questo lavoro.

5)Ci parlate delle sonorità di questo ep?

“Maluma live session” è frutto di un intenso lavoro sul suono e sul messaggio. In poche parole: Synth ipnotici, tappeti di tastiere, chitarre distorte, effetti ambient, suoni “celesti”, fanno da cornice a testi che ruotano attorno alla natura controversa dell’animo umano, allo scorrere del tempo, alle scelte che prima o poi caratterizzano le nostre vite.

6)Quali sono le differenze con i vostri ep precedenti?

Rispetto ai lavori precedenti, sicuramente questo è caratterizzato da un maggiore grado di maturità della band, sia sonora che di scrittura. Questa volta i brani sono tutti in lingua italiana, a differenza dei nostri Ep precedenti che comprendevano brani in lingua inglese.

7)Con quale band italiana indipendente vorreste collaborare?

Ci piacerebbe collaborare con diverse band in verità… per cominciare, ci “accontentiamo” di suonare con gruppi del calibro di: Subsonica, Afterhours, Planet Funk, Marlene Kuntz… 😀

8)Ci parlate del vostro background musicale?

Le nostre influenze e i nostri gusti sono davvero tanti e diversi, in quanto ascoltiamo di tutto…ve ne cito solo qualcuno: U2, Depeche Mode, Radiohead, Subsonica, Afterhours, Planet Funk, , Interpol, Massive Attack, Moderat, London Grammar, Chemical Brothers, Tame Impala, Editors, Cantautorato vario… And so on!

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