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>>Intervista ad Endless Harmony per System failure

1)Benvenuti su System failure. Abbiamo parlato spesso di voi. Presentatevi ai nostri lettori e parlateci del vostro percorso artistico fino qui…

Il nostro gruppo nasce nel 2010 come cover band, e più tardi, dopo vari cambi di formazione iniziamo a comporre brani originali. Nel 2013 partecipiamo a diversi concorsi, tra cui il contest radiofonico CapiTalent di Radio Capital che comincia a dare alla nostra band una visibilità nazionale.Nel 2014 con il consolidamento della formazione attuale firmiamo con l’etichetta Vrec di Davvero Comunicazione ed iniziamo a pubblicare diversi singoli assieme cover di celebri brani del rock internazionale: “Ticket To Wonderland/Because of You” e “Blur/Whole Lotta Love”, intervallati dalla partecipazione al cd “Tribute to Kurt Cobain and Nirvana” dove abbiamo proposto la nostra versione di “Pennyroyal Tea”, in onda ora su Virgin Radio e Radio Marilù. Il nostro inedito “Independent” è stato inserito nella compilation “Pistoia Blues Next Generation” del 2015. A Gennaio 2016 esce il video del singolo “Always Someday” il primo estratto dal disco d’esordio “Hyperspace” prodotto da Pietro Foresti su etichetta Vrec/Audioglobe, uscito il 24 Marzo 2016.Tra i diversi show successivi al release dell’album, nel Luglio 2016 veniamo selezionati per suonare sul main stage del Pistoia Blues Festival dopo aver vinto le selezioni nazionali dell’Obiettivo Blues In. A Novembre 2016 grazie al nostro manager David Bonato abbiamo la possibilità di collaborare con l’accademia di videomaking Run Academy diretta da Gaetano Morbioli con cui realizziamo quattro videoclip. A Marzo 2017 esce il primo video “Hyperspace” con anteprima su L’Arena.it, mentre a Giugno il nostro singolo “Echoes” ottiene diversi passaggi su Radio Marilù. Nei prossimi mesi usciranno anche i due video rimanenti. Tra le varie aperture a cui abbiamo avuto l’onore di suonare ricordiamo sicuramente quelle per il batterista dei Ramones Richie Ramone, Morgan, i Finley e gli Arthemis. La band è formata da Pamela Pérez alla voce, Federico “Fit” Costanzi alla chitarra, Francesco “Tyron” Tagliaferro al basso e Giuseppe “Saggio” Saggin
alla batteria.

2)Parlate ora del vostro background musicale…

Del background rock che condividiamo come band abbiamo diverse influenze che arricchiscono il nostro stile: dagli U2 al post rock dei Sigur Ròs, il grunge di Nirvana e Soundgarden, l’hard rock dei Led Zeppelin e in particolare Rober Plant per il background della cantante e Jimmy Page per il chitarrista, Alter Bridge, Dream Theater, Deftones, Muse, punto di riferimento della band sin dall’inizio ma da cui abbiamo cercato fin da subito di differenziarci.

3)Come nasce il nome della band?

Il nome Endless Harmony nasce dal sentimento che la musica suscita in ognuno di noi. La musica è composta da suoni e silenzi, cacofonie e melodie, ritmi e assenze di ritmo; ci sono infiniti modi di poterla comporre, suonare, ascoltare perché è assolutamente soggettiva. L’armonia infinita permea le vite di ognuno di noi ed è, riferita al nostro nome, una parafrasi per dire Musica. Quindi il nome Endless Harmony è un omaggio a quello che noi facciamo e che speriamo di fare per il resto della nostra vita, fare musica.

4)Ci raccontate come nasce in voi la passione per la musica?

Alcuni di noi hanno vissuto nella musica da quando sono nati, famiglie che ascoltano musica da sempre hanno trasmesso la loro cultura e passione per la musica ai figli. Altri di noi si sono avvicinati alla musica e ne hanno fatto la loro passione grazie ad amici che ci hanno fatto sentire dei brani e ci hanno prestato dischi che ci hanno talmente toccati talmente tanto da trasmetterci la voglia di imbracciare gli strumenti e ad entrare in questo mondo. Ora stiamo facendo di questa passione un lavoro.

5)Come prendono forma le vostre canzoni. E i testi?

La concezione dei testi del nostro album è avvenuta in modo apparentemente slegato; abbiamo notato che molti dei brani che componevamo avevano una certa affinità tra di loro come tematiche e sentimenti, e dunque abbiamo deciso di riunire i migliori in un contenitore che parlasse del nostro futuro incerto. Di solito partiamo da una melodia e ci abbiniamo una bozza di un testo che poi completiamo mano a mano che la melodia prende forma, avendo come base il concetto o l’idea che vogliamo esprimere. Nascono prevalentemente dalle nostre esperienze dirette, scritte per essere interpretate da tutti ed interiorizzate.

6)Su System failure abbiamo recensito il vostro Hyperspace. Come è nato? Come è stato registrarlo. Avete provato difficoltà?

Come detto nella risposta precedente per quanto riguarda i testi, l’Hyperspace si è costruito mano a mano attorno ai concetti e prendendo spunto dalle nostre esperienze personali. Altra cosa per quel che ne concerne la musica: spesso è partita da riff, o da una serie di accordi che ci piacevano, oppure da melodie non ancora inserite in un contesto armonico. Abbiamo sviluppato quegli abbozzi e li abbiamo cercato di farli più diretti possibili, compatti, che potessero piacere ad un range di gusti abbastanza ampio. La genesi del disco è stato un momento di riordinamento delle idee. Il momento della registrazione è stato il momento più liberatorio in cui potevamo dare sfogo alla nostra creatività e nonostante la fatica fisica e mentale di stare in una stanza tutto il giorno a registrare, la sera eravamo soddisfatti di quello che stavamo facendo.

7)Abbiamo ospitato recentemente il video di “Echoes”…Come è nato? Come è stato girato? Che messaggio vuole trasmettere?

Il testo di Echoes è incentrato sulle malelingue e le voci che tentano di insinuarsi nel nostro cervello come echi convincendoci di non potercela fare, facendoci credere di non esserne capaci e di non poter arrivare dove vogliamo, senza minimamente conoscerci o darci la possibilità di dimostrare quello che siamo. Sono tante le persone che in un modo o nell’altro nella nostra adolescenza (e ancora oggi) hanno riso all’idea di diventare musicisti di fama internazionale che possono muovere le masse con la propria musica cercando di trasmettere il proprio messaggio alle generazioni future. Noi ci crediamo molto e stiamo cercando con tutte le nostre forze di lasciarci alle spalle il passato e presente da band emergente e spingere verso l’emersione totale accanto ai migliori artisti contemporanei e le vecchie glorie.

8)Ho letto che “gli Endless Harmony, giovanissimi, hanno pubblicato l’album d’esordio “Hyperpace” nel 2016 (Vrec/Audioglobe) prodotto da Pietro Foresti, produttore multi-platino di artisti americani tra i quali membri di Guns ‘n’ Roses, Korn, Asian Dub Foundation”. Come è stato collaborare con Pietro Foresti?

Pietro Foresti è ormai un amico, siamo stati ospiti al Legend Club di Milano per suonare assieme a tantissimi altri musicisti alla sua festa di compleanno, e da quando lo abbiamo conosciuto ci ha consigliato, corretto e plasmato in quello che bene o male siamo oggi. Registrare con lui è stata un’esperienza mistica, da metà musicista e produttore e metà terapeuta e mentore che lui è; ci ha insegnato a stare in sala di registrazione ma ancor di più a crescere e maturare come persone e musicisti.

9)In quali festival italiani o stranieri sognate di suonare?

Abbiamo già avuto il piacere di suonare al Pistoia Blues Festival l’estate scorsa 2016 a Pistoia ma esistono diversi palchi internazionali che ci piacerebbe solcare un giorno o l’altro, a partire dai grandi festival, come il Download Festival, Glastonbury Festival e Reading&Leeds Festival, il Lollapalooza, il tedesco Rock am Ring, lo Sziget a Budapest. Tra i festival italiani l’I-Days a Milano, il Lucca Summer Festival e tutti i più importanti del nostro Paese. E perché no, se rifacessero una cosa alla Woodstock noi ci butteremmo molto volentieri.

10)Per concludere la nostra chiacchierata, perché ascoltare Endless Harmony?

Perché ascoltare Endless Harmony? Perché siamo giovani ragazzi freschi e genuini con anima rock. Siamo solo al nostro primo album ma stiamo crescendo e allarghiamo i nostri orizzonti e ci apprestiamo ad una piccola rivoluzione. Ci piacerebbe che le persone si identifichino nella nostra musica e nei nostri testi – che parlano (per ora) di un futuro incerto in cui tutto sembra perduto ma che se ci si mette d’impegno e ci si fa forza per affrontare le difficoltà tutto può andare per il meglio – perché vengono dal nostro cuore e speriamo di arrivare a molti. La musica aiuta tanto e ha un’influenza incredibile sulle persone, noi speriamo di fare parte di qualcosa di più grande e poter diffondere il nostro messaggio in tutto il mondo.