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>>Electronic Beats: JOLLY MARE live band

Continuano a viaggiare gli “Electronic Beats” della rassegna che il Lanificio 25 dedica periodicamente alla musica elettronica prodotta in Italia: sabato 14 gennaio, infatti, sarà la volta del dj e producer tanto decantato all’estero, Jolly Mare. Il suo è senza dubbio un curriculum di tutto rispetto: oltre alle esibizioni in festival come il Sonar o gli inglesi Parklife, Bestival, Tramlines, l’artista Jolly Mare – al secolo Fabrizio Martina – ha aperto concerti di Masters At Work, Roy Ayers e creato musica insiemi ai geniali Thundercat. Sebbene siano marcate le reminiscenze di una sonorità Anni Ottanta in chiave disco (in primis, quella electro), la sua musica resta difficilmente etichettabile, perché quasi ultra-futuristica. Ingresso 8 euro con tesseramento gratuito.

New face of Italian Disco”: all’estero gira già da un po’ di tempo questa definizione attorno a Jolly Mare. Considerando la ricchezza del patrimonio Italo Disco e del credito da culto assoluto che gode fuori dai confini italiani, è di sicuro una definizione lusinghiera. Al tempo stesso, è però riduttiva ed imprecisa: perché se è vero che nella sua musica Jolly Mare incorpora vari elementi presi dagli anni ’80 in chiave dance (electro e dintorni, in primis), è altrettanto vero che riesce a cavalcare in maniera personalissima territori musicali molto più vasti, trovando sempre un equilibrio che a parole è inspiegabile mentre nei fatti (e nei dancefloor) risulta assolutamente perfetto e centrato.

Merito della sua capacità tecnica (un passato da turntablist di alto livello, con tanto di titolo IDA – International Dj Association – nel 2010); ma merito anche e soprattutto della sua sfaccettata sensibilità musicale: una profonda conoscenza di tutti gli alfabeti del funk, una sensibilità “cosmica” che gli permette immaginifici re-edit (anche a sorpresa, come quelli su Pino Daniele e Vasco Rossi), una inappuntabile padronanza anche delle architetture a cassa dritta (house, o pure certe suggestioni detroitiane): il tutto fuso in una veste sonora che riesce ad essere magicamente senza tempo, piena di omaggi e riferimenti al passato ma con la capacità di suonare in modo del tutto contemporaneo, anzi, spesso ancora direttamente ultra-futuristico.

Un talento cristallino. A certificarlo, le esibizioni in festival come il Sonar o gli inglesi Parklife, Bestival, Tramlines. Così come significativa è stata la chiamata della Red Bull Music Academy 2013, a New York, dove Fabrizio Martina (questo il suo nome all’anagrafe) ha aperto a mostri sacri come i Masters At Work, Roy Ayers, o creato musica assieme a geni come Thundercat (il bassista di fiducia di Flying Lotus). Si muove su traiettorie internazionali, Jolly Mare, come non sempre accade ai dj e producer italiani.

https://www.facebook.com/jollymareofficial/?fref=ts

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