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>>Cherries on a swing set si racconta a System failure

1)Benvenuti su System failure. Allora presentatevi ai nostri lettori. Come si è formata la vostra band? Suonavate in altre band prima? Insomma, raccontateci tutto…

Ognuno di noi già cantava come solista, o in varie formazioni corali, o comunque seguiva un percorso musicale. Un giorno Stefano Benini (basso e arrangiatore del gruppo), già da tempo direttore del coro del Duomo di Orvieto, ha pensato, ispirato dai Neri per Caso, dai Cluster e da realtà simili, di formare un gruppo vocale a cappella. Così ha indetto delle audizioni per giovani cantanti, a cui anche noi abbiamo partecipato. Da lì sono nati i Cherries on a swing set.

2)Come è nata in voi la passione per la musica? C’è qualche particolare aneddoto da raccontare?

Tutti cercavamo un modo per esprimere al meglio le nostre qualità canore e musicali. Ciascuno seguiva un proprio percorso, ma è stato proprio nell’incontro di questa realtà che ognuno ha sentito realizzarsi quello che da tempo andava cercando. E’ bellissimo, mentre parliamo di questa esperienza insieme, concludere con la frase “Niente è più appagante che unire la propria voce a quella degli altri”.

3)E’ uscito il video “L’Equilibrista”. Come è nato? Dove è stato girato?

Da tempo noi ci promuoviamo, soprattutto in rete, realizzando dei video clip che hanno avuto sempre un buonissimo successo di visualizzazioni e di condivisioni. Si trattava sempre, però di cover. Avevamo avuto una sola esperienza con un inedito dal titolo “Arabica Phoenix” che era stato scritto ed arrangiato per noi da Erik Bosio, leader dei Cluster. Un’esperienza fantastica e fortemente istruttiva che ci ha molto onorato, che, però, abbiamo vissuto principalmente come esecutori. L’Equilibrista è il nostro primo brano originale, nel senso che è stato scritto ed arrangiato interamente da noi. C’è dentro la nostra storia, le nostre emozioni, il senso del nostro essere un gruppo. Per girare il video abbiamo pensato al luogo che più ci appartiene affettivamente, il Teatro Santa Cristina di Porano, oltre ai vicoli della nostra città (Orvieto) e le nostre campagne. Siamo nati praticamente lì: questo teatro è un piccolo gioiellino nel cuore dell’Umbria, nel quale abbiamo debuttato sette anni fa e che spesso è stato anche il riferimento per il nostro studio e le nostre attività. Per questo video non volevamo costruzioni o sovrastrutture che non ci appartenessero. Volevamo rendere al pubblico la parte più autentica di noi.

4)Riguardo il video di “L’Equilibrista” ho letto che “Artisti circensi ed acrobati si ritrovano con i “Cherries” ad enfatizzare la vertigine di un palco che a volte sembra fin troppo alto, ma che unisce in realtà il cielo e la terra con la forza delle emozioni”. Potete commentare tali parole?

Il palco è il punto di incontro, la mediazione tra chi ne calca le tavole e chi sta ai suoi piedi. Dall’una e dall’altra parte ci sono grandi attese. Non è sempre facile salire su un palco, forse non lo è mai, perché il pubblico è sempre nuovo ed è una scommessa continua. A volte la consapevolezza di sé, dei propri pregi, senz’altro, ma anche dei propri limiti ti porta a fare tutta una serie di considerazioni e di domande. “Perché lo faccio?” “Vale la pena farlo?” “Sarò in grado anche sta sera di dare qualcosa a questo pubblico?” Crediamo siano le stesse domande che si fanno tutti gli artisti. In particolare i funamboli, i trapezisti, gli acrobati, che ogni sera rischiano anche l’osso del collo e devono avere, prima di tutto, un grande equilibrio interiore, perché l’emozione per un cantante può significare una stecca o una stonatura, ma per uno che sta appeso nel vuoto diventa una esposizione a rischi ben più gravi. Quindi, in questo senso siamo un po’ acrobati. Prima di un concerto c’è un training, ci si concentra. Si cerca insieme di creare il giusto spirito di gruppo per affrontare il palco, per fare arrivare al pubblico le emozioni giuste e positive. E’ il pubblico che infine risponde alle domande con il suo applauso, il suo calore e, finora, è stato sempre lui che alla fine di ogni spettacolo ci ha detto “Continuate così!”

5)Che emozioni avete provato al lancio del video?

Le più diverse. Innanzi tutto la gioia di presentare al pubblico la nostra prima creatura, il piacere di donarla a tutti, dopo averla tanto amata e curata. E poi anche un po’ la paura di non essere capiti, o di non arrivare agli altri come noi avremmo voluto. Questo ultimo pensiero è stato però immediatamente cancellato dalla ventata di entusiasmo con cui è stato accolto il pezzo. Le migliaia di visualizzazioni, le centinaia di condivisioni e soprattutto i complimenti del pubblico, come degli addetti ai lavori che hanno premiato le nostre “fatiche”. E quindi possiamo parlare solo di Gioia.

6)Avete altri progetti in cantiere?

Ci stiamo concentrando sulla realizzazione del nostro primo LP che uscirà ad ottobre. Oltre all’Equilibrista sarà presente nel disco un altro inedito scritto da noi che s’intitola “The Hunting” (La Caccia) e che speriamo piaccia almeno quanto questo primo inedito. Ci saranno inoltre otto cover di artisti famosi riarrangiate da noi, secondo il nostro gusto e stile. Tra questi un medley molto forte tra la celeberrima “Eye of the Tiger” dei Survivor e l’altrettanto famosa “Un’emozione da poco” di Anna Oxa, oltre ad altre sorprese, compresa una escursione nella musica popolare del settecento napoletano.

7)Quale è la vostra massima aspirazione come band? Dove vi vedete fra 5 anni?

E’ difficile fare delle previsioni così a lungo termine. Al momento, possiamo dire che se tra cinque anni saremo ancora qui, con questo entusiasmo e questa passione a fare concerti in giro per il mondo, ci considereremo davvero dei campioni. Tutto quello che verrà in più sarà certamente gradito.

8)Come vedete una vostra eventuale partecipazione ad un talent show?

Un’esperienza che ci manca. Quello dei talent è un mondo completamente diverso da quello a cui siamo abituati… Ci si augura, nel momento in cui dovesse capitare, che sia un’esperienza gratificante e soprattutto di crescita.

9)Per finire, lasciate un messaggio ai nostri lettori…

Esistiamo da sette anni. Siamo ancora qui solo grazie al pubblico che abbiamo incontrato nei tanti concerti in giro per l’Italia e non solo. Un pubblico che ci ha accolto sempre con grande entusiasmo e che ci segue anche da lontano. Se leggendo queste parole ed ascoltando la nostra musica per la prima volta provate qualche emozione, condividetela con noi e con tutti i vostri amici ed aiutateci a creare una rete sempre più fitta di afecionados. Grazie a tutti.

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