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>>Blaring Silence ci parla della sua musica

1)Benvenuti su System failure! Ci raccontate come si è formata la vostra band?

BS: Ciao tutti e grazie infinite per averci ospitati, ne siamo onorati! Come ci siamo formati… Dunque, fondamentalmente ci conoscevamo tutti da molto prima che decidessimo di fondare il progetto, perché venivamo tutti dalla scena metal del Veneto orientale. Tutti facevamo parte di band abbastanza avviate della scena che, negli anni, si erano sciolte per dare spazio alla rinnovata creatività dei membri.

K: Entrai a far parte del progetto, che era ancora in una fase moto embrionale, di Ian alla fine del 2014 e per un periodo i non-ancora Blaring Silence, di tanto in tanto, suonavano in una sala ad ore (dove tra l’altro sono nati tre degli attuali otto pezzi) – ci sentivamo molto teens…. 

Poi abbiamo assistito ad un paio di turnover della sessione ritmica, l’entrata di Ema alla chitarra e Mike alla batteria è stata la testata d’angolo per la formazione stabile, che ottenne un nome, un’idea per il logo e un quartier generale di tutto rispetto! Gian si è unito a noi solo in seguito ma ci sembra di averlo con noi da 10 anni (beh, in realtà noi due ci conosciamo da quasi 15 anni…).

2)Cosa c’è dietro il nome della band?

BS: Il nome è stato il parto di una bevuta (birra artigianale, rigorosamente!!) dopo le prove. Volevamo qualcosa che suonasse come un ossimoro e, dopo aver provato varie combinazioni, aver detto una serie infinita di stupidaggini e riso come dei dannati, siamo giunti a Blaring Silence – un silenzio assordante.
L’idea è stata resa anche graficamente, la grandissima Irene di Thirty Design ha realizzato l’idea di Mike: una pausa (il silenzio) associato a Blaring e una nota (il suono) associato a Silence. Quelle due figure musicali sono anche il nostro stemma.

3)Il vostro sound è tra alternative metal e gothic metal. Come vedete la scena metal italiana?

G: Quello che ci preme in primis è ringraziare moltissimo i locali che fanno ancora suonare e soprattutto i gestori che ancora si sbattono per far suonare le band, sia quelle che propongono musica propria sia le tribute, ricavandoci veramente poco dal punto di vista economico. Se non fosse per loro non esisterebbe più una scena live. Tra l’altro ringraziamo immensamente anche gli appassionati di musica che vengono a vederci e gli amici: proporre musica dal vivo ha senso grazie a loro. Per quanto riguarda la scena Metal italiana trovo che ci siano delle validissime bands che sbocciano giorno dopo giorno con delle ottime idee innovative ma anche assolutamente ascoltabili per quanto riguarda la melodia mentre le band classiche, quali Death SS per esempio, continuano a sfornare album di tutto rispetto e molto coinvolgenti.

M: Noi, dal lato nostro, cerchiamo di mantenere viva la scena con qualcosa di innovativo senza per forza conformarci a qualche stile o genere ben definito.

I: Credo che in Italia ci siano dei gruppi e dei musicisti molto validi all’interno della scena metal, per esempio Extrema, Linea 77, Lacuna Coil, ma purtroppo i locali e gli organizzatori di eventi danno poco spazio a questo genere, per assurdo sarebbe più facile organizzare un mini tour in paesi del nord ed est Europa.

K: Anche gothic? Proprio per supportare la scena, noi Blaring Silence, con altre band locali che stimiamo molto abbiamo deciso di unire le forze per continuare a proporre la musica indipendente, abbiamo quindi fondato un collettivo che porta il nome di RocKonnection (facebook.com/RocKonnectionMusic), attualmente organizziamo eventi tra le province di Venezia, Padova e Treviso.

4)Quali band vi hanno influenzato di più? Parlateci del vostro background musicale…

BS: Tutti e 5 veniamo da scene metal e rock diverse: abbiamo suonato in gruppi metalcore, death, rock e ascoltiamo generi e musicisti molto variegati, ognuno di noi quindi porta al gruppo i propri gusti, le proprie inclinazioni e i propri talenti. È per questo motivo che è difficile far ricadere la nostra musica in un genere musicale predefinito. I pezzi risentono di influenze che vanno dai Trivium ai Porcupine Tree, dagli In Flames agli Alter Bridge e ai Riverside. Questo lo si può notare soprattutto nelle nuove composizioni, che ancora non sono state registrate; la nostra composizione è un elemento di cui andiamo particolarmente fieri: solitamente Ian e Mike portano un’idea – un paio riff, un arpeggio; le lyrics sono affidate a Kla, che scrive i testi e arrangia l’embrione della linea vocale. Ma poi la canzone vera e propria viene generata e partorita assieme; sì, la viviamo proprio come un figlio: dal seme, la composizione subisce una fase gestazionale di gruppo fino alla canzone finita. Diciamo che all’interno del gruppo ci compensiamo molto bene in quanto c’è chi è più portato nel proporre riff, lo scheletro, e chi invece è più abile nell’arrangiare le parti più melodiche, i soli; ma il tutto viene combinato e vagliato sinergicamente.

5)Potete raccontare ai nostri lettori la genesi di Promo 2016? Ci sono state difficoltà nel registrarlo?

BS: Promo 2016, lo suggerisce il nome stesso, è un vero e proprio promo e non ha velleità alcuna di essere un ep, sebbene la registrazione, mixing e mastering, abbia ampiamente superato le nostre aspettative.
L’estate scorsa abbiamo deciso di registrare 3 pezzi – dei 7 che avevamo in cantiere (e ora siamo già a quota 9, quasi pronti per un full!!!), ma abbiamo deciso di farlo in modo casereccio: il nostro amico Mattia Cagnin, musicista eclettico, si diletta amatorialmente di soundengineering, noi apprezziamo le registrazioni dei suoi pezzi, ha accettato di registrare, mixare e masterizzare le tracce per la creazione del promo.Le registrazioni si sono svolte in maniera snella, senza intoppi.

6)Quanto tempo suonate a settimana? Riuscite a bilanciare la vostra carriera artistica con la vostra vita?

BS: Considerando tutti gli impegni dell’età adulta, siamo felici di provare intensamente assieme almeno una volta a settimana. Questo però non vuol dire che non dedichiamo molto tempo al nostro progetto. Suoniamo molto a casa, Mike passa almeno un’ora al giorno in sala, e lavoriamo sui pezzi in Guitar Pro, custoditi nella nostra preziosa cartella condivisa. È chiaro che ci piacerebbe scambiare la quantità di tempo dedicato al lavoro con quello in sala prove, ma purtroppo dobbiamo mangiare 

7)Dove vi vedete fra 5 anni? Quale è la massima aspirazione per la vostra band?

K: Al Venice Ale House sulla spiaggia di Venice Beach in California, a bere qualche buona birra al tramonto dopo aver suonato al Venice Beach Music Festival… Scherzo, tra 5 anni suonerò ancora, la musica fa parte della mia vita da quando sono nata quindi farò di tutto per non perdere una parte di me. Poi vorrei veramente che il nostro progetto fosse il più longevo possibile perché abbiamo un affiatamento invidiabile e, sembra poco, invece è il fattore chiave per me, con i miei mates mi diverto un sacco!

G: Tra cinque anni, sinceramente, mi vedrò ancora a suonare, non so dove ma anche se fosse al pub sotto casa per pochi amici sarà comunque un successo perché comunque starò continuando a coltivare una passione che mi porto dietro ormai da decenni.

I: è difficile prevedere cosa potrà succedere da qui a cinque anni, tutti noi sappiamo che la vita di ogni giorno richiede tempo ed energie ma spero di poter continuare a scrivere e suonare musica con i miei amici tra una birra e una risata.

E: Tra 5 anni sarò preso come Richard Benson…

8)Dove possiamo trovare le vostre info e la vostra musica?

BS: Ci trovate su www.facebook.com/blaringsilence, su https://soundcloud.com/blaringsilence, su Twitter @blaring_silence

9)Per finire, perché il pubblico dovrebbe ascoltare proprio Blaring Silence?

G: Secondo me dovrebbero ascoltarci perché questo progetto è composto da persone che mettono una grande passione in quello che fanno e perciò, anche solo per questo, meriteremmo almeno un ascolto

BS: Ci dovrebbe ascoltare chi, come noi, è stanco dei prodotti preconfezionati che hanno caratterizzato gli ultimi 10 anni, chi ha voglia di sentire dei pezzi nei quali può riconoscere svariati generi ma a fatica dirà “sono uguali a…”.

Da ultimo, ma non meno importante, deve venire ai nostri concerti chi ha voglia di divertirsi, tirar tardi e fare un po’ di festa dopo lo show…

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